Come funziona la tassazione sugli investimenti finanziari

Nel valutare uno strumento finanziario  gioca un ruolo fondamentale analizzare il tipo di tassazione a cui è sottoposto, in quanto può incidere profondamente sul suo rendimento effettivo.

Attualmente, una delle tassazioni più significative è la tassazione sulle rendite finanziare . Quest’ultima prevede, in funzione della tipologia di investimento, le seguenti aliquote:

  • 26%  ( fino al 30 giugno 2014  l’aliquota era del 20%)  per rendite da:
    • azioni;
    • obbligazioni emesse da società quotate;
    • fondi d’investimento;
    • prodotti finanziari;
    • conti correnti;
    • libretti di risparmio bancari o postali (forma di risparmio in cui la gestione delle operazioni avviene  su un supporto cartaceo direttamente allo sportello: ad esempio il libretto di risparmio postale );
    • conti deposito (forma di risparmio in cui la gestione avviene online, con un’operatività più limitata rispetto ai libretti risparmio: rientrano in questa categoria i Conto Arancio, CheBanca,… per citarne qualcuno ).
  • 12,5% per rendite da:
    • titoli di Stato italiani (es. i classici Btp,BOT,ecc…);
    • buoni postali;
    • titoli di stato esteri appartenenti alla cd. White List o emessi da organismi sovranazionali (es. obbligazioni BEI) e titoli emessi da enti territoriali di stati esteri appartenenti alla cd. White List .

Oltre alla tassazione sulle rendite finanziarie insistono sulle attività finanziarie altre imposte “minori”:

  • Imposta di bollo sulle attività finanziarie:si tratta di una minipatrimoniale con le seguenti casistiche di applicazione che:
  • Fino al 2013 prevedeva
    • sui conti correnti (bancari e postali) e i libretti di risparmio , per le persone fisiche si applica un’imposta fissa pari a 34,20 euro annui se il saldo medio è superiore a 5.000 euro. Al di sotto di questa cifra non è dovuta nessuna imposta. L’ammontare dell’imposta è diverso  per le persone giuridiche (quindi società, etc…) che sono soggette al pagamento di un bollo di 100 euro (anziché 34,2 euro);
    • sui conti deposito, le polizze, conti  titoli si applica un’imposta proporzionale con aliquota  pari allo 0,15% dall’anno 2013 e all’0,10 % per l’anno 2012  (con un minimo di 34,20 € e massimo, solo per il 2012, di 1200 €).
    • sui Buoni postali cartacei  si applica un  imposta pari allo 0,15% (0,10% nel 2012) con un minimo 1,81 euro annui per buono senza esenzione. Anche i buoni di importo inferiore a 5.000 euro pagano il bollo.
    • sui Buoni postali dematerializzati si applica un  imposta pari allo 0,15% (0,10% nel 2012) calcolata sul totale dei buoni aventi la stessa intestazione con minimo di 34,20 euro ed esenzione per buoni di importo inferiore a 5.000 euro.
    • per fino al 2013 prevedeva
  • A partire dal primo  gennaio 2014, la legge di stabilità 2014 (commi 581 e 582) ha  modificato il regime dell’imposta di bollo sui prodotti      finanziari,  prevedendo l’ aumento dell’aliquota d’imposta dall’1,5 al 2 per mille ed eliminazione del minimo di  34,20. Inoltre è stato    previsto l’aumento del tetto massimo d’imposta, per i soggetti diversi dalle persone fisiche, da 4.500 a 14.000 €
  • Tobin Tax: introdotta nel 2013 si applica sul trasferimento della proprietà di azioni/strumenti finanziari partecipativi, sulle operazioni ad alta frequenza e sui derivati. Tale tassazione non riguarda fondi di investimento e obbligazioni, ad eccezione delle obbligazioni convertibili, all’atto della loro commutazione in azioni.

Si tratta di una vera e propria giungla, la cui esatta conoscenza diventa fondamentale per chi ha un portafoglio sotto i 30.000 euro. Il rischio è infatti  quello di subire l’erosione quasi completa dei propri proventi finanziari, in particolare per chi  ha adottato una strategia prudenziale d’investimento e di conseguenza contraddistinta da  bassa redditività. Come è spiegato in questo articolo del Sole 24 Ore  considerando sia l’imposta sui redditi finanziari che quella di bollo,si assiste al paradosso per cui i risparmiatori vengono penalizzati proprio quando i rendimenti ottenuti sono più bassi.

Per chi volesse maggiore approfondimenti si segnalano le seguenti sezioni del sito di Directa.it:

Per chi invece  volesse confrontarsi su questi temi e connessi segnaliamo il gruppo linkedin “Risparmio  & Investimenti”

Risparmio & Investimenti

One thought on “Come funziona la tassazione sugli investimenti finanziari

  1. Pingback: Alcune regole d’oro per effettuare investimenti finanziari | Business Network 2.0

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...